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Canosa di Puglia è circondata da sette colli, S. Giovanni, Santa Sofia, San Giorgio, Montescupolo, San Leucio, Santa Lucia e Murgetta tratturo via Appia, situata sulle pendici delle Murge digradanti verso nord-est, sovrasta la fertile Valle dell’Ofanto. La posizione geografica è stata determinante per la sua storia iniziata verso il 1400 a.C. Intorno alla metà del VII sec. a.C. si sviluppa l’insediamento di Toppicelli posto tra l’ansa destra dell’Ofanto e le pendici delle alture della città.
La crisi di questo emporio coincide, alla fine del VI sec. a.C. , con lo spostamento verso la collina dell’acropoli dove vengono costruiti probabilmente edifici pubblici e religiosi. |
[da sinistra: “Il ponte romano sull’Ofanto” - “L’Ipogeo Lagrasta” - “La dea Minerva nel Tempio di S. Leucio”] |
Città daunia, città di principi, Canosa assume notevole importanza vivendo, in particolare, nel secolo IV a.C. un periodo di intesa vivacità economica e culturale, come testimoniano le vaste necropoli, gli originali ipogei e i corredi funerari, di pregevole fattura, oggi presenti in vari musei del mondo. Nel 318 a.C. Canosa entra nella sfera di influenza romana. Le culture si sovrappongono, si integrano ; Canusium, fedele alleata di Roma, diventa un nodo strategico della via Appia–Traiana: lo attestano le terme, i mausolei, il poderoso ponte a cinque arcate a tutto sesto sul fiume Ofanto, per secoli passaggio obbligato per uomini, merci e greggi.
Nella lunga decadenza dell’Impero, Canusium ritrova slancio e nuove funzioni con l’impulso dei suoi Vescovi (San Sabino sugli altri), che imprimono alla città un nuovo sviluppo arricchendola di importanti monumenti paleocristiani. In questo periodo ( sec. V-VI d.C. ) si diffonde la tecnica del riutilizzo dei materiali e la sovrapposizione di stili architettonici e di destinazione dei siti ( il tempio dedicato a Minerva si trasforma in basilica cristiana) e, più avanti negli anni, l’edificazione della Cattedrale esalterà in forme inedite questa pratica.
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[da sinistra: “Il Castello” - “La Cattedrale” - “Il mausoleo Boemondo”] |
La fine dell’Impero, le invasioni barbariche, il precipitare in un’area geografica di confine senza alcun autorità civile, il venir meno della stessa autorità religiosa dei vescovi, riconducono Canosa in un lungo periodo di decadenza e di incertezza, in cui si perdono le tracce importanti della su storia. Con i Normanni Canosa si arricchisce di nuovi edifici di pregio, per la cui edificazione si spogliano quelli più antichi. Possedimento feudale, come tanti, persa la sua funzione strategica per l’affermarsi dei centri limitrofi, Canosa ripiega sullo sfruttamento delle sue principali risorse: i prodotti agricoli, il tufo e l’argilla.
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Canosa di Puglia può vantare una lunga storia, lontana e remota, affascinante e misteriosa, ricca di leggenda e di verità. A testimoniare il connubio tra storia e leggenda, l’origine stessa della città che viene attribuita all’eroe greco Diomede. In realtà le testimonianze archeologiche permettono di far risalire l’origine del centro addirittura al periodo neolitico; ritrovamenti hanno poi permesso di stabilire l’esistenza di un abitato di capanne risalente al VII-VI secolo a.C.
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